ASTM D 276-87/AATCC 20 – 1998
 


ASTM D 276-87/AATCC 20 – 1998

Identificazione delle fibre nei prodotti tessili
Identification of fibers in textiles
Analisi qualitativa delle fibre
Fibers analysis: Qualitative

NOTA

Si è ritenuto opportuno considerare congiuntamente le 2 norme, in quanto in ciascuna delle 2 norme, vengono trattate procedure differenti oppure queste ultime vengono approfondite in misura differente.

Trattandosi inoltre di norme americane, esse utilizzano gli schemi di classificazione e le denominazioni comuni delle fibre come definite negli Stati Uniti; da un punto di vista pratico le differenziazioni rispetto al mercato europeo interessano solo alcune categorie di fibre sintetiche.


SCOPO E CAMPO D’APPLICAZIONE

Le norme descrivono tecniche fisiche, chimiche e microscopiche per identificare le fibre tessili usate commercialmente negli Stati Uniti.

Le fibre possono essere esaminate sotto forma di fibra greggia o prelevate dal filato o dal tessuto.

I differenti metodi devono essere usati in combinazione per identificare un tipo di fibra; inoltre alcuni metodi risultano più efficaci di altri.

PROCEDURA DI PROVA

Campionamento: la quantità di materiale per provetta ed il numero di provette rischieste differiscono secondo il tipo di analisi da effettuare. E’ possibile eseguire una identificazione usando un campione di 10 mg per ciascun tipo di fibra presente.

Per identificare i differenti componenti del materiale tessile, è essenziale una prima fase di esame visivo e separazione fisica dei componenti fibrosi, tenendo conto dello stato del materiale (fiocco, struttura del filato a 1 o più capi, struttura del tessuto con uno o più fili, differenti colori ecc.).

Occorre inoltre considerare se, in funzione del metodo di identificazione, eventuali materiali depositati sulle fibre debbano essere eliminati.

METODI DI IDENTIFICAZIONE

L’identificazione è usualmente condotta sottoponendo le provette ad una varietà di prove selezionate fino ad ottenere sufficienti informazioni per una valutazione finale. La selezione delle prove e l’ordine in cui esse vengono condotte può cambiare in funzione della conoscenza già acquisita e dei risultati delle prove preliminari.

1.    Spettroscopia infrarossa (ASTM)

E’ il metodo da preferire, almeno per le fibre chimiche, e si basa sull’interpretazione di uno spettro di assorbimento da analisi spettrofotometrica infrarossa di una provetta omogenea ottenuta da una delle tre seguenti tecniche:

- disco di bromuro di potassio
- film
- spettroscopia di riflessione interna (difficoltosa e pertanto non raccomandata).

E’ richiesto uno spettrofotometro infrarosso a doppio raggio con campo di lunghezza d’onda comprese tra 2,5 e 15,0 mm; inoltre accessori per la preparazione della pastiglia (mulino vibratore a sfere, stampo) o del film ottenuto da solvente (lastra di vetro, bacchetta metallica) o da fuso (pressa idraulica, fogli di teflon).

L’interpretazione dei risultati viene effettuata con l’ausilio di spettri di riferimento o con uno schema di base decisionale.

2. Prove di solubilità (ASTM e AATCC)

    Le prove possono essere condotte o a temperatura ambiente, o all’ebollizione od a temperature intermedie, ponendo piccole quantità di fibre in un tubo di prova od in un piccolo becker. Rilevare se la fibra si dissolve completamente, rammollisce o rimane insolubile.

    Comparare i risultati con una tabella delle solubilità delle fibre o con uno schema a base decisionale.

3. Esame visivo e microscopico,

con osservazione longitudinale e sezione trasversale (AATCC).

E’ previsto un microscopio ottico con ingrandimenti fino a 500 X e si basa sull’osservazione delle caratteristiche morfologiche.

Il metodo è utile soprattutto per il riconoscimento delle fibre naturali e suddivide le fibre in 4 classi generali:

- fibre con scaglie superficiali
- fibre con intagli trasversali
- fibre con spiralità
- altre fibre

Nel caso di esame delle sezioni, occorre disporre di dispositivi di taglio più o meno complessi (piastra d’acciaio con fori, microtomo).

I risultati vanno comparati con caratteristiche riportate in tabelle, in riproduzioni fotografiche o con campioni noti di fibre.

4. Prova di combustione (AATCC)

Consiste nel sottoporre un fascetto di fibre ad una piccola fiamma. Si rileva se le fibre fondono vicino alla fiamma, si accorciano, bruciano sulla fiamma, continuano a bruciare dopo allontanamento. Inoltre si valuta l’aspetto della cenere e la tipologia dell’odore rilasciato durante e dopo la combustione.

Si confronta il comportamento osservato con la descrizione riportata in tabelle o con quello di fibre note.

5. Saggi colorimetrici (AATCC)

Consistono nel versare alcune gocce di reattivo su fibre disposte sul vetrino al microscopio. Per alcune fibre di tipo cellulosico si formano caratteristiche colorazioni di riconoscimento.

6. Metodi basati su proprietà fisiche

Si basano sulla determinazione di alcune proprietà fisiche che costituiscono elementi di caratterizzazione per certi classi o tipi di fibre.

- Densità: può essere determinata mediante tre differenti metodi:

- colonna a gradiente (ASTM e AATCC)
- picnometro (ASTM)
- principio di Archimede (ASTM)

Punto di fusione (ASTM e AATCC)

E’ richiesto dispositivo specifico da applicare al microscopio costituito da un telaietto riscaldato elettricamente (100 ¸ 300°C) su cui vengono posate le fibre e da un termometro che rileva la temperatura durante il riscaldamento ed il punto di fusione o di degradazione.

Indice di rifrazione e birifrangenza (ASTM e AATCC)

Si tratta di proprietà ottiche, determinabili al microscopio mediante luce polarizzata parallela e perpendicolare alla lunghezza della fibra.

La birifrangenza, definita come differenza dell’indice di rifrazione parallelo all’asse della fibra e dell’indice di rifrazione perpendicolare all’asse della fibra, può anche essere calcolata col metodo del compensatore (dispositivo da applicare al microscopio)

Tasso di ripresa (ASTM)

I tassi di ripresa delle fibre vengono determinati come indicato dalla specifica norma.

7. Prova di rotazione delle fibre allo stato secco (AATCC)

Si basa sulla proprietà di alcune fibre vegetali (da stelo) di ruotare lungo il loro asse longitudinale in senso orario o anti-orario, quando sono state immerse in acqua e successivamente asciugate in aria calda.