ISO 105-B02-1994
 


Prove di solidità del colore. Solidità alla luce artificiale con lampada ad arco allo xeno.
Tests for colour fastness.Colour fastness to artificial light: xenon arc fading lamp test.

SCOPO e CAMPO D’APPLICAZIONE

La norma descrive un metodo per determinare la solidità del colore sui tessili di qualsiasi natura ed in tutte le loro fasi di trasformazione sotto l’azione di una sorgente luminosa artificiale, rappresentativa della luce naturale del giorno (D65).

E’ applicabile anche per tessili che hanno subito un trattamento con sbiancanti fluorescenti. Il metodo prevede l’uso di due differenti serie di referenze di lana blu.

I risultati con le differenti referenze possono non essere identici.

STRUMENTAZIONE

Apparecchio con lampada ad arco allo xeno, a raffreddamento

a)    ad aria, costituito dai seguenti componenti:

- Sorgente di luce: lampada ad arco allo xeno con una temperatura di colore compresa tra 5500 e 6550 K, posta in una camera di esposizione ben ventilata.
- Filtro per luce, per ridurre l’irraggiamento ultravioletto.
- Filtro di calore, per ridurre l’irraggiamento infrarosso.

b)    ad acqua, costituito da componenti come sopra descritti, ma dotato di sistemi di raffreddamento posti tra le pareti dei filtri luce e calore.

Scale campione

Possono essere usate due differenti serie di referenze:

  1. scala campione da 1 a 8 (usata preferibilmente in Europa). La scala campione è costituita da 8 strisce di tessuto di lana tinte in blu, numerate da 1 (solidità alla luce molto debole) a 8 (solidità alla luce molto alta) e costituite in modo che ogni striscia ha approssimativamente una solidità doppia della striscia che la precede.
  2. scala campione da L2 a L9 (usata preferibilmente in America). Costruita con un criterio analogo alla precedente scala, ma usando differenti coloranti (L2 – solidità alla luce molto debole; L9 – solidità alla luce molto alta).

PROCEDURA DI PROVA

Le provette prelevate da tessuto o da filo avvolto devono avere dimensioni di 4,5 cm x 1cm per l’apparecchio raffreddato ad aria, mentre possono avere dimensioni maggiori (fino a 7 cm x 12 cm) per l’apparecchio raffreddato ad acqua.

Un controllo preliminare per il buon funzionamento dell’apparecchio consiste nel controllo delle condizioni di prova di umidità tramite l’esposizione del tessuto testimonio e la scala campione.

Le condizioni normali di esposizione possono essere le seguenti:

1. Condizioni preferibili per impiego in Europa

- Umidità effettiva moderata (solidità alla luce del testimonio di controllo dell’umidità:5)
- Massima temperatura del fondo standard nero: 50°C

2. Condizioni preferibili per impiego in America

- Umidità effettiva bassa (solidità alla luce del testimonio di controllo dell’umidità:6-7)
- Temperatura del pannello nero: 63 ± 1°C

Si procede quindi ad esporre le provette e la scala campione per un tempo sufficiente a valutare la solidità alla luce di ogni provetta in relazione alla scala campione, secondo differenti procedure (la scala campione presa in considerazione è la scala da 1 a 8).

Metodo 1

E’ il metodo più esatto e si basa su un controllo dei periodi di esposizione esaminando una sola provetta per volta e, di conseguenza, richiede una scala campione per ogni provetta esposta.

Si espongono la striscia della provetta e le 8 strisce della scala dei blu, coprendo con uno schermo opaco la parte centrale delle strisce.

Si interrompe la prova allorchè si rileva una degradazione tra la parte esposta e non esposta della provetta pari all’indice 4-5 della scala dei grigi e si annota il numero della scala campione che presenta una degradazione simile (valutazione preliminare).

Si continua la prova fino a rilevare un contrasto tra zona esposta e non esposta pari al 4 della scala dei grigi; a questo punto si scherma una seconda parte laterale dell’insieme provetta/scala campione e si procede con l’esposizione fino ad una degradazione tra la parte completamente esposta e la parte non esposta della provetta uguale all’indice 3 della scala dei grigi.

L’esposizione si deve inoltre interrompere, nel caso in cui la striscia 7 della scala campione presenti una degradazione uguale all’indice 4 della scala dei grigi prima d’aver raggiunto tale indice sulla provetta.

Terminata la prova, si tolgono gli schermi dalle strisce esposte e si confrontano, per le 2 superfici esposte per tempi differenti, le degradazioni della provetta con le degradazioni della scala campione.

La solidità alla luce è il numero della striscia della scala campione che risulta approssimativamente degradato come la provetta.

Sono previsti anche indici intermedi (es: 3-4) e, nel caso di valutazioni differenti ai diversi gradi di contrasto, la solidità viene espressa dal valore medio.

Nella valutazione finale, deve inoltre essere posto tra parentesi l’indice preliminare, nel caso esso risulti minore o uguale a 3.

 

Metodo 2

Si impiega quando si devono esaminare più provette contemporaneamente.

Si espongono le provette, unitamente ad una scala campione, schermando il primo quarto dall’insieme.

Quando la degradazione della striscia 3 della scala campione corrisponde all’indice 4-5 della scala dei grigi, si effettua una valutazione preliminare.

Si rimette lo schermo e si continua l’esposizione fino ad una degradazione della striscia 4 pari ad un indice 4-5 della scala dei grigi; si pone allora un secondo schermo che copre metà di tutte le strisce.

Si continua l’esposizione fino a raggiungere una degradazione della striscia 6 della scala campione corrispondente all’indice 4-5 della scala dei grigi.

Si sovrappone ai 2 schermi preesistenti un terzo schermo che porta ad una copertura di tre quarti di tutte le strisce; si continua l’esposizione fino a che:

  1. si noti sulla striscia 7 della scala campione una degradazione uguale all’indice 4 della scala dei grigi
  2. si verifichi sulla provetta più solida una degradazione uguale all’indice 3 della scala dei grigi.

I criteri di valutazione delle solidità sulle provette esposte alla luce sono del tutto analoghi a quelli riportati nel metodo 1.

Si deve solamente rimarcare che in questo metodo sono tre le superfici che sono state esposte alla luce per tempi differenti con conseguenti tre valutazioni ai diversi gradi di contrasto.

 

Metodo 3

Si impiega quando si deve controllare la conformità con una specifica di contratto e si valuta mediante l’esposizione di una provetta in confronto ad un elemento della scala campione corrispondente all’indice minimo contrattuale (prove condotte fino a contrasti corrispondenti agli indici 4 e 3 della scala dei grigi sulla referenza di lana blu).

 

Metodo 4

Si impiega quando si deve controllare la conformità con un campione testimonio accettato. L’esposizione viene condotta in confronto fino a contrasti corrispondenti all’indice 4 e/o 3 della scala dei grigi sul campione testimonio.

Per entrambi i metodi di 3 e 4, se la provetta non presenta una degradazione maggiore di quella della striscia della scala campione specificata nel contratto o di quella del testimonio accettato, la solidità viene dichiarata "soddisfacente" (in caso contrario "non soddisfacente").

CORRELAZIONI CON ALTRE NORME

UNI 7639 – 1989 : differisce dalla norma ISO in quanto non viene preso in esame l’impiego della scala America                                  L2 – L9

AATCC 16-1998 Colorfastness to light. Prevede differenti procedure e differenti criteri di valutazione.