| UNI 8941 Parti 1a - 2a - 3a Settembre 1987 |
|
SCOPO e CAMPO DAPPLICAZIONE La presente norma stabilisce i metodi per la determinazione strumentale delle coordinate tricomatiche e differenze di colore di superfici colorate, secondo le esigenze, per esempio per i seguenti scopi:
Contiene i termini colorimetrici ed i metodi necessari per la determinazione delle coordinate tricomatiche di una superficie colorata. Tra i possibili sistemi di coordinate, la presente norma raccomanda i seguenti: Sistema colorimetrico
CIE 1931
Sistema colorimetrico CIE 1964 Le funzioni colorimetriche nei due sistemi non sono reciprocamente convertibili, in quanto i due sistemi hanno differenti basi fisiologiche. Poiché le distanze negli spazi colorimetrici dei due sistemi sopra riportati non sono proporzionali alle differenze di percezione visiva in tutto lo spazio, è consigliabile usare le coordinate tricromatiche dello spazio colorimetrico CIELAB che risultano più uniformi dei due precedenti e che sono calcolate con le appropriate formule. Illuminanti normalizzati a)
Illuminante C: rappresenta la distribuzione spettrale della luce del
giorno con una temperatura di colore di 6774 K. Caratteristiche spettrali. Tra le varie possibili caratteristiche spettrali che descrivono le proprietà riflettenti di una superficie, la norma adotta le tre seguenti: - fattore spettrale di
radianza Tra le varie modalità di misura della radiazione riflessa, nella norma vengono adottate quattro modalità, in funzione delle condizioni di illuminazione e di osservazione (45°/normale, normale/45°, diffusa/8°, 8° /diffusa). Parte 2 SCOPO e CAMPO DAPPLICAZIONE La presente parte della norma specifica il metodo per determinare le coordinate tricromatiche, di superfici colorate che appaiono ad occhio nudo di colore uniforme. Non rientrano nel campo dapplicazione le superfici luminescenti, fluorescenti o catadiottriche (per esempio, segnali stradali), trasparenti, traslucide e metallizzate. Scelta delle condizioni di misura Le caratteristiche fotometriche spettrali devono essere scelte in relazione al tipo di campione ed allo scopo della misura (superficie liscia, rugosa, speculare, non speculare). Adottare preferibilmente losservatore di riferimento colorimetrico supplementare CIE 1964 e lilluminante normalizzato D65. STRUMENTAZIONE Spettrofotometri:
per applicazioni in cui non è richiesta una grande precisione (vedi
a), b), c) di Campo dapplicazione) è sufficiente utilizzare
uno spettrofotometro semplificato con larghezza di banda di 20 nm,
che soddisfi le condizioni di illuminazione e di osservazione descritta
nella norma. Elaboratore (computer): per il trattamento dei dati. Colorimetro tristimolo: strumenti di tale categoria possono essere impiegati purchè soddisfino alle condizioni dilluminazione e di osservazione previsti dalla norma (idonei per le applicazioni definite in b-c del campo dapplicazione).
PROCEDURA DI PROVA Il campionamento deve essere effettuato secondo quanto prescritto nelle specifiche norme di prodotto. Si deve utilizzare un campione di riferimento per la taratura della strumentazione durante il normale impiego; esso è solitamente costituito da una pasticca di solfato di bario o da un disco di vetro opale avente caratteristiche adeguate (campione di riferimento secondario). Seguire le istruzioni duso fornite dal costruttore dello strumento. Per rilevare la presenza di un errore in ogni misura, la stessa dovrà essere ripetuta. Nel resoconto di prova riportare, tra laltro, la media del valore della componente cromatica Y e le coordinate tricromatiche x e y, le coordinate di colore CIE 1976 (se richiesto), il tipo di strumento, lindicazione dellosservatore colorimetrico normale e dellilluminante normalizzato, delle condizioni di illuminazione e di osservazione, precisando se sia stata considerata la componente speculare.
Parte 3 SCOPO e CAMPO DAPPLICAZIONE Esistono molte formule per calcolare una differenza di colore a partire dalle coordinate del colore di un campione di riferimento e di una prova. Per varie ragioni i risultati ottenibili per ciascuna formula non concordano sempre in modo soddisfacente con la percezione visiva. Nella presente parte della norma si specifica un metodo per la determinazione quantitativa di piccole differenze di colore (non superiore a 6 unità) tra le superfici colorate, utilizzando la formula CIE 1976 (L*,a*,b*), che si è dimostrata utile per rappresentare le valutazioni colorimetriche (formula di differenza di colore CIELAB). Nota: La norma UNI propone inoltre una nuova formula (UNILAB), che estende la sua validità a tutto il campo di misura da 0 a 100 delle funzioni colorimetriche
Formule di calcolo Le differenze di colore in chiarezza, saturazione e tinta sono calcolate dalle coordinate tricromatiche nello spazio colorimetrico CIELAB. La differenza di colore tra 2 superfici colorate è la distanza geometrica tra i 2 punti di colore calcolati nello spazio CIELAB e viene determinata con la seguente formula:
dove
ed Lp, ap,
bp sono le coordinate cromatiche del campione di prova
. La differenza di chiarezza è definita da La differenza di saturazione è definita da dove Cp = La differenza di tinta è definita da:
CORRELAZIONI CON ALTRE NORME
AATCC Procedure 6: Instrumental Color Measurement Utilizza le stesse formule CIELAB, ma prevede un più ampio campo dapplicazione. |